Redazione “Le Alpi Venete”

LE ALPI VENETE_01Rassegna delle Sezioni Trivenete del CAI. Organo ufficiale del Convegno Veneto – Friulano – Giuliano. Realizzato con l’assistenza della Fondazione Antonio Berti.

www.lealpivenete.it


Il 30 marzo 1947 a Vicenza in Contrà S. Marcello, in uno stanzone scalcinato dalla guerra, si tiene il 4° Convegno delle Sezioni trivenete del CAI. E’ l’assemblea che delibera la pubblicazione di una rivista alpinistica coedita dalle 19 Sezioni presenti, perché lo sforzo congiunto di tutti è fondamentale per dare forza alle idee. L’esordio avviene a luglio. La testata “Le Alpi Venete” è stata suggerita da Bepi Mazzotti, l’editorialità (32 pp.) è quella povera ma dignitosa dell’immediato dopoguerra, la frequenza trimestrale (poi semestrale, la tiratura buona per i tempi (4.000 copie). Il primo editoriale (anonimo) è di Antonio Berti, mentre il direttore è il figlio Camillo. L’approccio alla rivista è immediato: le più belle e sonanti firme vi collaborano.

Nella recuperata libertà democratica e nel fervore della ricostruzione del Paese, la rassegna è portavoce sia della continuità ideologica del CAI, sia della molteplicità culturale triveneta, sia ancora di un nuovo modo di sentire l’alpinismo come neoumanesimo sociale. Con una tale ricchezza seminativa LAV non ci mettono molto ad espandersi perché, oltretutto, divengono un punto di riferimento obbligato. Straripante il numero dei collaboratori: in primis Giovanni Angelini con le sue impareggiabili ricerche sui monti della Val di Zoldo, poi confluite nella guida CAI-TCI “Pelmo e Dolomiti di Zoldo”. O le analoghe monografie di Gianni Pieropan entrate pure esse nella collana CAI-TCI. Un migliaio e più gli articoli pubblicati, centinaia e centinaia le recensioni e le relazioni di vie nuove e le aggiornatissime rubriche tecniche. A distanza di 53 anni “Le Alpi Venete” (83 Sezioni editrici, tiratura di 20.000 copie), da sempre dirette (record!) dall’immancabile Camillo Berti, con la loro ricchezza di tematiche sono l’espressione della coralità dell’alpinismo del Nord-Est e di un felice esperimento di convergenze culturali diversificate. Valorizzata per di più da una grafica esemplare.

Compiti essenziali della pubblicazione fin dall’origine sono, relativamente all’area montana di competenza nonché alle finitime aree alpine di maggiore interesse per le sezioni e gli alpinisti triveneti: documentare l’attività del CAI, delle sue Sezioni, e dei suoi organi tecnici; documentare l’attività alpinistica sulle montagne trivenete in genere, con particolare riguardo all’area dolomitica; informare su avvenimenti comunque interessanti gli alpinisti frequentatori dell’area; favorire studi e ricerche al livello geografico, storico e culturale, nonché tecnico alpinistico e per la sicurezza, sostenendone la divulgazione anche mediante di estratti monografici; promuovere e favorire il dibattito su problemi si di interesse sociale, sia più generalmente riguardanti l’alpinismo, l’escursionismo, anche nei periodi invernali; promuovere e sostenere iniziative dirette ad approfondire e diffondere la conoscenza delle montagna trivenete; sostenere e favorire la pubblicazione di lavori monografici riguardanti ambiente, storia, attività alpinistica.

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